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1950-Destinazione USA: Un Viaggio Nel Decennio Dove Tutto Ebbe Inizio

Gli anni cinquanta sono da sempre considerati il periodo d’oro per eccellenza nella storia degli Stati Uniti D’America, il decennio più idealizzato negli anni seguire: basti pensare a film come Grease, Ritorno Al Futuro e Stand By Me o a telefilm come Happy Days. Lontanissimi ormai dalla terribile crisi del 1929 che mise in ginocchio il paese e con il secondo conflitto mondiale ormai alla spalle, molti cittadini americani possono permettersi beni di consumo sempre più costosi come televisori, automobili e elettrodomestici di vari tipi. La gente ha voglia di divertirsi dopo anni di condizioni precarie e il mondo della musica e del cinema approfittano di questo sentimento popolare. Ovviamente non è tutto oro quel luccica: il governo decide già nel 1950 di intervenire in Corea e lo stesso anno inizia “la caccia alle streghe” del Maccartismo: chiunque è solo sospettato di avere simpatie comuniste e antiamericane, che sia un membro del governo, un personaggio legato al mondo della cultura o un comune cittadino, viene screditato fino a perdere il posto di lavoro, rischia di finire in carcere e addirittura sulla sedia elettrica. Gli afroamericani intanto sono ben lontani dall’aver raggiunto la parità con i bianchi, soprattutto negli Stati del Sud, e stanno nascendo i primi movimenti per i diritti civili che raggiungeranno risultati importanti negli anni ’60 grazie al reverendo Martin Luther King e all’attivista Malcolm X.

"The Cat and the Corvette" pubblicità sulla rivista New Yorker del 19 maggio 1956.

“The Cat and the Corvette” pubblicità sulla rivista New Yorker del 19 maggio 1956.

Nel 1954 un nuovo fenomeno musicale e culturale scuote il paese: il rock and roll.

Un sottogenere della musica pop (intesa ovviamente con l’accezione di “musica popolare”) semplice, diretto ed esaltante che influenza milioni di giovani in tutta la nazione e in breve tempo si diffonde anche oltreoceano.

Il rock nasce dalla commistione tra il rythm and blues dei neri e il country dei bianchi e viene lanciato da artisti formidabili come Chuck Berry, Fats Domino, Bill Haley, Little Richard, Elvis Presley e Jerry Lee Lewis e da piccole case discografiche indipendenti come la Sun Records di Memphis e la Chess Records di Chicago.

Ora è arrivato il momento, grazie a questa classifica di 20 formidabili hits, di ritornare indietro nel tempo all’epoca dei juke-box, dei giovani rockabillies con i giubbotti di pelle, i capelli impomatati e le motociclette. All’epoca delle Cadillac, dei drive-in, dei diner fumosi, dei divi e delle dive del cinema come James Dean, Gary Cooper, Marylin Monroe, Rita Hayworth e Veronica Lake.

Giovani ritratti davanti al juke-box di un diner. Foto dell rivista Life, anno 1958.

Giovani ritratti davanti al juke-box di un diner. Foto della rivista Life, anno 1958.

Troverete un solo brano senza alcuna influenza rock and roll o quantomeno rhythm and blues in questa playlist: Witchcraft di un certo Frank Sinatra.

A proposito del rock and roll “The Voice” disse infatti:

“Il rock’n’roll: la forma di espressione più brutale, brutta e disperata che abbia avuto la sfortuna di sentire”.

Ma a lui possiamo perdonare tutto, tenendo conto che anni dopo il suo giudizio si fece più tenero ed invitò Elvis Presley in una delle puntate del suo show televisivo in onda nel 1960.

 

Classifica: dalla 20 alla 11

-20) La Bamba- Ritchie Valens

Il brano più famoso di questo talento di origini messicane, morto a soli 17 anni in un incidente aereo insieme a Buddy Holly e Big Popper. Quel giorno fu battezzato all’epoca come “il giorno in cui la musica morì” e negli anni ’70 venne citato nella meravigliosa canzone American Pie di Don McLean.

-19) Summertime Blues- Eddie Cochran

Il cavallo di battaglia del “James Dean del rockabilly”, morto in un incidente d’auto nel 1960. La canzone venne ripresa in seguito da vari artisti, tra cui gli Who.

-18) Mr. Sandman- The Chordettes

Hit di maggior successo dopo Lollipop di questo quartetto tutto al femminile specializzato nel doo-wop, un genere particolare derivato dal rhythm and blues che ha come caratteristica principale il canto a cappella e l’accompagnamento strumentale ridotto al minimo.

-17) Book Of Love- The Monotones

Uno dei tanti gruppi meteora del decennio, ma capace di sfornare questo pezzo immortale di genere doo-wop.

-16) Mannish Boy- Muddy Waters 

Manifesto blues del maestro Muddy Waters, ripreso da musicisti del calibro di Jimi Hendrix e i Rolling Stones.

-15) Diana- Paul Anka

Gioiello pop del cantante canadese Paul Anka, ripresa alcuni anni dopo anche dal nostro Adriano Celentano.

Paul Anka è anche l’unico artista in questa classifica ancora attivo sulla scena musicale.

-14) Earth Angel- The Penguins 

Canzone famosissima interpretata per la prima volta dai The Penguins nel 1954, ma ripresa da decine di gruppi negli anni a seguire.

Ritornò in grande voga negli anni ottanta grazie alla famosa scena del ballo nel primo film della trilogia di Ritorno Al Futuro.

-13) I Wonder Why- Dion and The Belmonts

Insieme a Teenager In Love è la miglior canzone di questo quartetto doo-wop italoamericano capitanato da Dion DiMucci.

Si può ascoltare nella scena iniziale del film Bronx del 1993 diretto e interpretato da Robert De Niro.

-12) Witchcraft- Frank Sinatra

Uno dei pezzi pregiati della più grande voce maschile della storia della musica leggera. Venne cantata anche da Elvis nel già citato show televisivo di Sinatra nel 1960, in una puntata dedicata interamente al giovane cantante rock che era appena tornato dal servizio militare in Germania.

-11) Bye Bye Love- Everly Brothers

Struggente canzone d’amore scritta dai fratelli Everly, un duo che fu l’anello di congiunzione tra il rock and roll e il beat degli anni ’60.

Reinterpretata splendidamente anni dopo da Simon & Garfunkel.

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