I Am Electro

È arrivato Not For Us. Lo buttiamo nel calderone? No grazie.

Vale sempre la regola di massima (anche se a volte siamo un poco haters) che se qualcosa non ci piace preferiamo ignorarla. Non è certo la nostra fortuna sia chiaro, spalare merda su persone e cose è il ricettario migliore per riempire di orde armate i propri profili, ma non ci interessa, parliamo di cose utili e di artisti a cui va data una chance. La musica di Not For Us è un motivo per cui vale la pena spendere 5 minuti e anche di più. Il brano uscito qualche giorno fa su Universal è valido e lascia intendere un ottimo potenziale. Il nuovo progetto di questo ragazzo è interessante, sono curioso di seguirlo e spero vivamente che non diventi uno dei soliti, validi ma soliti (nella migliore ipotesi) produttori/dj che non sanno bene da che parte stare.

Che il binomio Produttore/dj non sia di facile gestione per me è un postulato, nonostante continuiate in tantissimi a dire il contrario; calma, semplifico e non approfondisco ma per farla breve bisogna decidere da che parte stare. Bisogna fare le cose al meglio per non lasciare che una parte sia soltanto una conseguenza dell’altra. Per non essere parte del calderone bisogna eccellere sia nelle parte di produzione musicale, sia in quella di dj, credo che per Not For Us le premesse ci siano tutte. Ora tocca a lui e a chi lavora con lui dimostrare che è valido in ogni campo.

C’è questa idea diabolica che producendo musiche di dubbio gusto ed andando in giro per il globo a fare i “Player” (perché dj in tanti non lo sono mai stati), si possa avere un futuro almeno dal punto di vista musicale. Non è così, il successo ha un tempo limitato e nel limite del possibile potete e non c’è nulla di male, sfruttarlo per un po’ di tempo. Prima o poi però, come avviene nella grande maggioranza dei casi, se non avete sostanza sarete costretti a tornare coi piedi per terra.

Alberto è un giovane ragazzo, nostro coetaneo, che deve sfruttare questa sua capacità di produrre dischi. Mi è stato detto che qualche suo brano era in uscita e dopo aver ascoltato Knit Me A Coffin ho deciso di fargli qualche domanda. È dura e non sarà un lavoro immediato, ma credendoci ci sono le basi per lavorare con costanza. Quindi anche se nessuno ha bisogno dei nostri consigli, la regola è sempre una: decidere che fare, per differenziarsi.

 

È uscita“Knit Me A Coffin” e mi piacerebbe partire da questa, tastiera iniziale con note scandite e chiare, solo quel vento di voci d’atmosfera alla fine del secondo giro, prima delle voce che entra diretta insieme al basso e alla cassa. L’orecchio e il cervello a questo punto sono già entrati nel mood e tutto il resto viene da sé. Sbaglio se penso che non ti dispiace partire con calma e costruire la canzone in maniera lineare dall’inizio alla fine?
Beh, grazie per la bella analisi. Se devo dirti la verità, non penso a tavolino di voler dare una struttura lineare o “piacevole” alla traccia, mi piace sia abituare l’orecchio dell’ascoltatore ai suoni in maniera graduale e soffice che destabilizzarlo con variazioni inaspettate, quindi nelle prossime potresti ritrovarti (spero piacevolmente) stupito.

Si presta senza dubbio ad un ascolto “voluminoso” e d’impatto, altrimenti la profondità che lo caratterizza non viene del tutto percepita. L’idea è quella o ne vedi un altro utilizzo?
È assolutamente vero, ma in generale penso che chiunque dovrebbe smetterla di ascoltare canzoni con le casse del proprio telefono, dal momento che ogni traccia è a modo suo profonda e ricca di sfumature che valgono la pena di essere colte a pieno utilizzando un mezzo adeguato per ascoltarlo. Che poi già con dei comuni auricolari può essere colta nella sua completezza eh, non serve mica un impianto da festival.

Stai lavorando ad altre tracce? Vuoi dar spazio unicamente alla musica o continui collaborazioni con artisti stranieri per la parte vocale?
Attualmente sto lavorando al mio album di debutto, che credo sarà un buon 50 % musica 50% collaborazioni con cantanti.

C’è spazio per qualcosa di italiano o non lo vedi compatibile con i tuoi progetti? Sia a livello di coesione beat/voce, che prettamente per un gusto personale.
Ci sono diversi artisti che stimo tantissimo nella scena italiana attuale, soprattutto per quanto riguarda il rap, quindi mai dire mai.
Se ti dovessi chiedere tre nomi di artisti (di ogni genere) per il 2017, cosa mi diresti?

Night Lovell (il rapper con più potenziale del momento, è Canadese, giovanissimo e lascia spazio a sperimentazioni sonore sulle produzioni dei suoi beat)

Wafia (una voce che è un’autostrada di velluto, emozionante. Ha collaborato più volte con Ta-Ku, produttore bravissimo, molto intimo e con un approccio più acustico alla musica elettronica)

Marble (giovane ragazzo italiano, è un pazzo: ha un’identità sonora molto forte e idee davvero fresche e originali)

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