I Am Electro

L’intervista a Deorro, musica ed educazione senza pregiudizi.

È capitato di trovarsi di fronte persone che non ti saresti mai aspettato di incontrare; quando mi è stata comunicata la possibilità di intervistare Deorro, dj e produttore statunitense di origini messicane (per i non addetti al mondo elettronico di YMW), non sono impazzito di gioia in un istante, il mondo EDM è paradossalmente all’antitesi dei miei gusti attuali e faccio fatica ad approcciarmi ad un mondo che non sento più propriamente mio. Ma l’occasione era da cogliere al volo, è un dj internazionale, in passato ho avuto modo di apprezzarlo quindi, “Why not?”

Era un po’ che non andavo alla ricerca di sue tracce, ero finito su qualche suo set negli ultimi mesi ma non mi sono certo dimostrato un fedelissimo.

Ma come spesso accade quando si pensa male, la cosa più bella è esserne smentiti positivamente.

Ho incontrato una persona educata, veramente alla mano che nonostante l’enorme stanchezza dovuta alle serate precedenti è riuscito a raccontarsi esprimendo il suo amore per la musica.

Spesso noi guardoni del settore formuliamo una critica appoggiandoci su una canzone che non ci piace e discriminiamo un artista non avendolo mai incontrato; non andrebbe fatto.

Deorro è un ragazzo giovane con due figli, sensibile e amante della musica. Lo racconta in questa bella intervista.

 

Sei in Italia in questi giorni: Roma, Jesolo, Bergamo, ti stai divertendo?

Sì sono state serate molto divertenti, un bel pubblico, tanta gente, una bella atmosfera. È il mio mondo non posso fare altro che divertirmi, mi piace l’atmosfera intima del club; preferisco eventi del genere dove riesco ad avere il pubblico vicino, alcuni Festival sono incredibili ovviamente, stage enormi, ma avere il pubblico vicino è sempre una grande emozione.

Suoni set simili? Cambi qualche traccia? Raccontaci qualcosa.

Sì in questi giorni non ho cambiato molto, ho qualche traccia nella playlist che resta quasi sempre, cambio qualche canzone, posso cambiare l’ordine ma in questi giorni è molto simile.

Quando avevi 14 anni cosa pensavi di diventare da grande?

In realtà avrei fatto il chirurgo.  Avevo bisogno di un piano B. Era quello che volevo fare e se non avessi avuto un futuro in questo mondo è molto probabile che avrei provato a fare quello. Ho avuto la fortuna di avere successo e la mia strada è cambiata.

E in poco tempo hai letto il tuo nome sulla Dj Mag Top 100, cosa hai provato?

Beh sono entrato subito in alto è stato grande. Wow! Per me voleva dire tanto perchè la mia musica è stata apprezzata, ora le mie canzoni vengono riconosciute ed è super!

 

Qualche anno fa hai dovuto interrompere un tour e hai preferito tornare a casa dalla tua famiglia , ora tutto risolto?

Sì è stato un periodo difficile, ero inesperto e troppo giovane ed era la prima volta che viaggiavo. Ho due figli a casa e avevo bisogno di stare con loro. La situazione in famiglia non andava bene perché non riuscivo a bilanciare il tempo per il lavoro e quello per la famiglia.

È una questione di equilibrio, bisogna avere l’equilibrio per fare tour, stare con la mia famiglia e trovare il tempo per la produzione. Dopo un po’ la mia famiglia mi ha convinto a tornare in giro e ho ripreso a viaggiare spesso.

Bailar ti porta a farti conoscere per un nuovo genere, pronto per l’estate?

Il progetto nasce più o meno due anni fa, ho usato il mio nome anche se non è il mio stile. È stato bello, abbiamo lavorato insieme come una band ed è stata un’esperienza nuova, non vedevo l’ora uscisse.

Suoni qualche strumento ci hanno detto…

Esatto, suono tastiere, piano, chitarre e batteria ma non sono un mago della tecnica. Ne capisco ed è necessario che sia così, mi permette di registrare spesso senza chiamare musicisti di continuo. Sono anche bravo ad imitare i suoni con la voce, nell’ultima canzone ad esempio le trombe sono fatte con la mia voce, non si direbbe eh?

Cosa non può mancare nel tuo Ipod?

Amo il Raggae, amo l’atmosfera che crea, ascolto tanta musica anche Country sai.

Cerchi di staccare dal mondo elettronico quando puoi?

In realtà non riusciamo, è sempre in cambiamento e devo starci dietro. Trap, poi Future Trap, House, Future house, ogni settimana cambia quindi dobbiamo stare più “open” possibili.

Il paese dove preferisci suonare?

Guarda in realtà la musica ha il grande vantaggio di non avere lingua, ne ha una ed è per tutti, ad un evento la musica è di tutti e non importa la nazionalità.

Grazie Erick, grazie mille.

Grazie a voi ragazzi è stato un piacere.

 

 

 

 

 

 

 

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