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L’Impossibilità di Cogliere la Metamorfosi

Ci sono quei casi in cui il nome di una band parla da solo. E’ il caso del gruppo La Metamorfosi, un omaggio ad una omonima band anni 70, una delle prime della scena progressive italiana? Chissà, quel che è certo è che questo nome rappresenta perfettamente questa giovane band laziale nata ufficialmente sei anni fa, che unisce personalità artistiche diverse e cambia natura in continuazione da un album all’altro, all’interno di un album e a volte anche all’interno dello stesso brano.
Il 27 febbraio è uscito il loro secondo ep dopo Chimica Ormonale, si chiama Crysalis un ulteriore riferimento ad una delle metamorfosi più affascinanti in natura, la nascita di una farfalla dalla sua crisalide. In effetti il nuovo disco è un passo avanti verso la maturazione musicale del gruppo, che diversamente dal primo album decide di cantare in inglese. La Metamorfosi così grazie ad un suono elaborato e difficilmente etichettabile, oltre che alla ipnotica voce di Sarah D’Arienzo, ottiene un album che sembra un flusso unico, ma allo stesso tempo ha al suo interno brani molto diversi fra loro.
L’album si apre con il dolce crescendo di Essence che porta direttamente al brano che dà il titolo al disco. Crysalis è sicuramente un brano più “tradizionalmente” rock del precedente pur presentando variazioni e sorprese al suo interno, quando l’acustico si trasforma tutto d’un tratto in elettrico.

Quaranta secondi di canti gregoriani (Gregor Samsa) e si passa ai ritmi tribali di Levity. Un brano dal sapore folk, ma anche in questo caso, da un certo punto in poi le definizioni sono per lo meno azzardate. In Keep The Pain la voce di Sarah si alterna quella del chitarrista Tyron D’Arienzo, nel brano forse meno sperimentale e più tipicamente indie rock. Dopo le energiche Packed Smile e Light si scivola dolcemente verso il finale The Moon Is Kiddin’ Me, il singolo che ha anticipato l’uscita di Crysalis, un brano che incarna perfettamente l’anima multiforme e indecifrabile della band.
Un album che sembra la perfetta colonna sonora da ascoltare quando si ammira un avvenimento della natura, tra il reale e il magico, impossibile però da cogliere realmente, proprio perché la metamorfosi è impossibile da cogliere per natura.

 

 

 

 

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