Live Music Live

Le Serie Tv e la musica, un amore senza fine.

Al giorno d’oggi, sempre più persone si avvicinano al mondo delle serie TV. Come biasimarle? La serie è quel qualcosa che sta nel mezzo tra un libro e un film, è abbastanza lunga da farti affezionare ai personaggi e permette di entrare in un mondo totalmente diverso da quello ordinario. Tant’è vero che molti, alla fine, si sentono vuoti come dopo aver letto un bel libro.

Ce ne sono di vari tipi e per tutti i gusti, ma una cosa è certa: a tutti capita di scovare tra le puntate qualche canzone interessante, per poi catapultarsi su youtube a cercare il titolo tra le soundtrack.

Non sono una veterana di serie tv, ma anche a me è successo. Un esempio? breakingbad-ftBreaking Bad, la mia preferita in assoluto, ha un’infinità di perle musicali al suo interno, basti pensare all’intramontabile A Horse With No Name degli America, ma anche a Tamacun dei chitarristi Rodrigo Y Gabriela, utilizzata proprio nell’episodio pilota.

Nel corso della seconda stagione scopro DLZ dei TV On The Radio, e mi è piaciuta così tanto che ho deciso di approfondire la conoscenza di questo gruppo sperimentatore di diversi generi (Indie, Alternative, Rock sperimentale, New Wave, Elettronica). Per i meno deboli di cuore, Bonfire dei Knife Party è da citare. Anche Anna Tijoux, con la sua 1977, acquista popolarità. Breaking Bad chiude in bellezza con Baby Blue dei Badfinger, classe 1969 e non potevano non piacermi. Gallesi, grazie ai loro stretti rapporti con i Beatles, negli anni 70 furono considerati come loro eredi.

Cambiando serie, Mr Robot mi ha aiutato a trovare il titolo della “canzone della pubblicità dell’ipad”;  tra i vari suoni elettronici, a tratti cacofonici ma adatti alle tematiche, nell’ultima puntata della prima stagione sbuca Sound & Color degli Alabama Shakes, formatisi nel 2009 e particolarissimi nella loro commistione di blues, black rock, gospel e soul.

Comunque, anche le sigle sono importanti per scoprire nuovi artisti o semplicemente nuovi generi. Si pensi a Scrubs, con la sua I’m no Superman di Lazlo Bane , che tutti sanno a memoria e hanno canticchiato almeno una volta. Oppure, la sorpresa nello scoprire che l’intro della seconda stagione di True Detective (forse l’unica cosa positiva) è cantata da Leonard Cohen.

Invece, Narcos apre davvero a un genere diverso dal solito. Il folklore traspare fin dalla sigla, Tuyo di Rodrigo Amarante, artista che si dedica a questo genere e alla musica popolare, oltre che alla Samba.

Nonostante tutti questi esempi, resto dell’idea che i Simpson siano la serie per eccellenza che omaggia la musica. Non solo le soundtrack, ma in quasi tutti gli episodi ci sono allusioni riguardanti i vari artisti che hanno segnato la storia e non.

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Dunque, la prossima volta che iniziate una serie televisiva, aguzzate le orecchie, perché può regalarvi pillole musicali che andranno ad incrementare la vostra cultura.

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